Google ha presentato ufficialmente Android P, la nuova versione del sistema operativo mobile. Anche se saranno necessari diversi mesi prima che questo sia disponibile per il pubblico, si possono dunque già ammirare le grandi potenzialità offerte da questo OS.

La caratteristica saliente di Android P, a quanto pare, saranno le funzionalità legate ai gesti: seguendo le implementazioni attuate da Apple con iPhone X, anche Google sembra aver voluto seguire questa via.

Android P: un sistema operativo che conta molto sui gesti

Seppur il sistema di controllo sarà estremamente diverso da quanto proposto con iPhone X, il principio non dovrebbe cambiare più di tanto. Android P dovrebbe presentare un’interfaccia totalmente rinnovata che consentirà di effettuare pressoché qualunque tipo di operazione.

Differenze tra iPhone X e Android P

Invece di scorrere verso l’alto per tornare alla schermata iniziale come si fa regolarmente su un iPhone X, con Android P si dovrebbe avere un apposito bottone oltre a un pulsante “Indietro” dedicato.

Con un semplice gesto del dito sarà possibile far apparire su Android P un nuovo menu multitasking con icone grandi e facilmente comprensibili. Per finire, con un solo colpo di dita a sinistra o a destra sull’indicatore home, sarà possibile passare agilmente da un’app all’altra.

Particolare attenzione per il “benessere digitale”

Le persone tendono ad utilizzare un po’ troppo smartphone estraniandosi dal mondo circostante. Secondo Google il 70% delle persone abusa di questi seppur utilissimi strumenti.

Con il nuovo OS, il colosso di Mountain View ha voluto tutelare il benessere digitale della propria utenza. In Google P sarà infatti presente una nuova dashboard proprio finalizzata a questo scopo: essa terrà conto di quante volte viene utilizzato uno smartphone durante il giorno e raccoglierà dati sul suo utilizzo.

Ciò oltre ad aiutare a comprendere il proprio comportamento, consentirà di mettere dei veri e propri limiti temporali da dedicare a una singola applicazione.

 

Le funzioni Shush e Wind Down

Altra introduzione con la nuova versione del sistema operativo sarà la modalità Shush. In cosa consiste? Semplice: girando il device con lo schermo verso il basso, questo si silenzierà disattivando automaticamente suoneria, vibrazioni e ogni altro tipo di potenziale disturbo per la quiete.

Interessante anche la modalità Wind Down che, dopo aver impostato un’orario predeterminato, allo scattare di esso porterà lo smartphone in modalità notte e ne attenuerà i colori.

Questa feature va incontro, per esempio, a quelle persone che guardano il telefono prima di andare a dormire e che, a causa di suoni e notifiche notturne, vedono il loro sonno disturbato dal proprio smartphone.

 

Batteria intelligente

La batteria è da sempre un problema per gli smartphone. In tal senso Google ha cercato di venire incontro all’utenza con una funzione piuttosto interessante. Questa funzione utilizza l’apprendimento automatico sul dispositivo per capire quali applicazioni probabilmente utilizzerai nelle prossime ore e quali hanno meno probabilità di essere usate in determinati orari.

Usando queste informazioni che rimangono completamente private perché si tratta di apprendimento automatico sul dispositivo e, grazie a esso, Android può adattarsi ai tuoi schemi di utilizzo. Tradotto in parole povere, Google stima che con questa tecnica è possibile alleggerire notevolmente il lavoro della CPU, riducendo sensibilmente il consumo delle batterie.

Il sistema di luminosità automatica

La maggior parte dei sistemi di illuminazione presenti negli smartphone contemporanei si basa sull’ambiente circostante per regolare la luminosità dello schermo. Ciò però non può essere valido per tutti gli utenti, visto che ognuno può avere gusti diversi in tal senso.

Con una nuova funzione chiamata Luminosità adattiva, è possibile effettuare regolazioni manuali e, una volta che il telefono impara le proprie preferenze di luminosità, saprà gestirle in autonomia.

App Actions

Google introdurrà con il nuovo sistema operativo una funzione chiamata App Actions, grazie alla quale Android P sarà in grado di prevedere le applicazioni che potrebbero essere utilizzate in certi contesti, mostrando i relativi shortcut.

Per fare un esempio pratico: se le cuffie sono collegate, viene richiesto di avviare la riproduzione della musica.

 

MLKit

Se sei uno sviluppatore, questa funzione potrebbe venirti molto utile. MLKit è l’acronimo di Machine Learning Kit e funzionerà sia su piattaforma Android che su iOS.

Questo set API, consente di avere modelli prefabbricati pronti per usi come il riconoscimento facciale e la scansione dei codici a barre. Per noi utenti comuni ciò significa poco, per chi lavora creando app Android risulta un supporto più che valido.

Novità all’insegna della semplicità

Al di là di API e funzioni complesse, Android P è in realtà un OS che fa leva sulla semplificazione dell’user experience.

Tra le tante piccole modifiche possiamo segnalare come sia stata semplificata la gestione del volume. Sarà inoltre possibile modificare l’orientamento dello schermo con un pratico pulsante e non più solamente ruotandolo.

Le novità legate a questo nuovo sistema operativo sono moltissime e, vista che non sarà disponibile in tempi brevi, è probabile che Google rilascerà nei prossimi giorni e settimane delle nuove indiscrezioni riguardo funzionalità aggiuntive o comunque novità varie.