Google Pixel 2 sarà presentato ufficialmente il prossimo 4 ottobre: se dal punto di vista del design si preannunciano poche novità, una sorpresa inaspettata potrebbe arrivare dal prezzo della versione XL. iPhone X non è poi così lontano…

Ne avevamo parlato, in termini non propriamente entusiastici, qualche giorno fa in questo articolo: oggi Google Pixel 2 (e soprattutto la sua variante XL) torna al centro dell’attenzione per alcuni rumors relativi al prezzo. Indiscrezioni che non sono incoraggianti: il prossimo top di gamma di Mountain View potrebbe avere prezzi pericolosamente vicini a quelli degli ultimi iPhone.

Per i meno assidui, ricordiamo che Google Pixel 2 sarà presentato il 4 ottobre. A due settimane dall’arrivo, oggi spuntano alcune foto che ritraggono entrambi i modelli previsti, con una (stavolta piacevole) novità sulle colorazioni. Se la versione “standard” si mantiene sì col caratteristico contrasto cromatico, seppur minimo con azzurro+blu e nero+grigio scuro, Google Pixel 2 XL arriverà anche con un più peculiare “black and white”, con la parte superiore ovviamente in vetro e contenente antenne, fotocamera e flash Led.

Le foto le vedete in alto e le pochissime variazioni rispetto a dodici mesi fa sono purtroppo confermate. Certo, nelle ultime ore è emersa la possibile presenza dell‘Active Edge, feature sulla carta identica a quella vantata da HTC U 11. I bordi, insomma, saranno “spremibili” per avere quindi una scorciatoia verso le funzioni più utilizzate sullo smartphone. La notizia del giorno è, come detto in precedenza, quella relativa ai prezzi.

Google Pixel 2 dovrebbe restare più o meno sui valori dello scorso anno: 649 e 749 dollari per le varianti con 64 e 128 GB. Discorso diverso per Google Pixel 2 XL, atteso a 849 dollari con 64 GB di memoria interna a bordo e addirittura a 949 dollari per i 128 GB. Prezzi che, con tutta probabilità, avranno un rapporto 1:1 in euro (con possibilità non esclusa di un ulteriore rincaro per l’Europa e soglia dei 1.000 euro a rischio). Decisamente un azzardo quello di Google.