Questa settimana si teme sarà tutto un “batti e ribatti” sulla proposta del Governo “messa sul piatto” in Conferenza Unificata.

Ognuno sarà portato a dire la sua, ognuno esprimerà le proprie opinioni ed ognuno trarrà delle riflessioni che porteranno, naturalmente, ad eventuali movimenti sul mercato.

Sarà interessante, molto interessante conoscere prima di guardarsi in giro su altri fronti, conoscere quello che pensa il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta relativamente agli effetti che la proposta del Governo produrrà sul mercato del gioco e sul mercato di tutti i casino online.



Gli effetti della proposta governativa sul gioco d’azzardo

effetti-mercato-giocoSentire la parte principale sotto questo profilo “ci piace”, anche perché Baretta è “direttamente una parte in causa”, ma è anche il fautore della Conferenza Unificata dalla quale discenderà il futuro (o meno) del settore ludico e dei suoi partecipanti.

Ora, Baretta interrogato sull’esito (??) dell’ultimo incontro con le Regioni e gli Enti Locali sottolinea, forse anche un poco caparbiamente, che esistono le condizioni per arrivare ad “una soluzione già nella prossima settimana”.

Il riordino del gioco in Italia è, senza ombra di dubbio, più vicino visto che il Governo ha presentato un nuovo documento dal quale discende una anticipazione della riduzione delle Awp al 2017 e questa è una proposta “di pace”, che vuole convincere le Regioni della buona fede attuale dell’Esecutivo e dei suoi obbiettivi che vorrebbe raggiungere a breve.

Si comincerà a ridurre da bar e tabacchi e dagli esercizi generalisti secondari le attrezzature da intrattenimento ed in un anno la riduzione arriverà a 265mila apparecchi. Considerando che attualmente gli apparecchi presenti sul territorio sono 398mila la riduzione effettiva non sarà più del 30%, come precedentemente annunciato, ma bensì del 33%.

La realtà denuncia che si toglierà dal mercato un numero di apparecchiature che arriva a 133mila “macchinette”. Apparentemente, le Regioni hanno preso positivamente questo nuovo atto del Governo nei confronti della riforma.

L’eliminazione reale di circa 133mila apparecchi non prevede recuperi o spostamenti e così anche la riduzione dei punti gioco che, ovviamente, ne consegue.

Sono escluse nuove aperture di punti di gioco e di casino online “aggiuntivi” . Le Regioni, in risposta all’ultima proposta del Governo, richiedono una distribuzione territoriale dei punti di gioco con criteri condivisi, magari relazionandola alla densità degli abitanti, e questo argomento dovrà essere approfondito anche guardando ad una prospettiva di omogeneità nazionale dell’offerta del prodotto gioco: un occhio di riguardo andrà anche indirizzato agli orari di apertura ed anche alla “qualità e professionalità” dei punti di gioco.

Baretta, d’altra parte, non può che fare “buon viso a cattivo gioco” e deve prendere ancora tempo per approfondire la richiesta sugli ultimi punti che le Regioni hanno indicato, ma questo non preclude assolutamente la possibilità di un accordo, ma dovrebbe prefigurare una intesa seppur condizionata da approfondimenti assolutamente leciti.

Bisogna, però, che questi approfondimenti “prendano veramente poco tempo e che si arrivi in tempi assai ristretti ad una conclusione definitiva e positiva per tutti.

GlLo scopo è, ovviamente, quello di presentare in sede di bilancio le normative necessarie per anticipare al 31 dicembre 2017 la riduzione della percentuale del 30% delle apparecchiature, percentuale alquanto alta. La riforma del gioco è attesa con trepidazione da tutti ed per tutti è assolutamente necessaria.