Dopo un’attesa spasmodica e protratta per lungo tempo, Ubisoft offre al pubblico il suo racing game per eccellenza, proiettando i suoi giocatori su uno scenario tanto americano quanto dedicato al lato più serioso della corsa.

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The Crew, il ritorno a base racing di Ubisoft

Le premesse di The Crew sembrano attingere ad una lunga tradizione videoludica costituita da corse clandestine declinate nelle chiavi meno ovvie e più rudi su pista, sfociando spesso in una sorta di rally/raid in grado di mostrare gli aspetti peggiori quanto più divertenti di sé, prendendo spesso a prestito varia effettistica psicologica, ovvero rendere l’incidente ed il caos su pista un elemento in grado di accendere in positivo gli animi dei giocatori. The Crew, pur presentando numerosi di questi elementi, si mantiene un videogame estremamente serio, tra l’endurance, le classiche gare di partenza e fuga contro probabili inseguitori, e stunt alla ricerca della libertà. L’ultimo capolavoro racing di Ubisoft racchiude in sé queste ed altre caratteristiche, fino a mostrarsi come un trattato onnicomprensivo di quanto la guida videoludica abbia portato sugli schermi negli ultimi dieci anni a questa parte, testando il tutto lungo i percorsi sterminati degli USA, immettendo spesso e volentieri nel gameplay qualche reminiscenza dei vecchi Test Drive e Driver.

Di The Crew sorprende, oltre al concept eterogeneo, anche la struttura di gioco, che per alcuni aspetti sembra rammentare appieno quella di un MMORPG, vista la compresenza degli elementi tipici di questo filone di gioco (punti exp, classi, sottoclassi, subquest, etc.), inserendo il tutto in sequenze di crescita del personaggio comprese entro 50 livelli. Gli accessori proposti vanno dall’ovvia oggettistica per personalizzare il proprio bolide virtuale a veri e propri radar e predittori di traiettoria, il tutto da redistribuire a seconda delle categorie in cui i veicoli saranno disponibili, Xtreme, Tuning, Off-Road, Pista. La progressione della curva di apprendimento e della difficoltà è calibrata ottimamente; tuttavia sarà opportuno per il giocatore raggiungere sempre e comunque il livello di esperienza necessario a completare una missione, in caso contrario non sarà complicato finire a bordo pista sopravviventi ed ammaccati intorno ad un cumulo di materiali lamierati. The Crew viene inoltre impreziosito nel suo gameplay dalla presenza di eventi multiplayer occasionali, sfide in tema MMO che aggiungono costante linfa ad un gioco di per sé già variegato e sterminato.

La ricostruzione ed il design delle principali arterie off-road e piste americane è curata in dettagli mastodontici e quanto più aderenti al vero, in uno sforzo di natura topografica non indifferente, che si avvale di ricostruzione satellitare così come di alcune minuzie mirate a rendere più eccitante il gameplay, come avviene nel momento in cui sfruttiamo la presenza di elementi ambientali e strutturali per impedire al fuggitivo di turno la propria corsa, oppure nei panni del fuorilegge medesimo, sfruttare le decorazioni paesaggistiche e permetterci di arrivare ovunque a sempre maggiore velocità. Tra contaminazioni al livello di Need For Speed ed una base crossover data da tutti o quasi i titoli mainstream racing del passato, The Crew rappresenta un’esperienza di gioco sensazionale per varietà stilistica e coinvolgimento, per alcuni superiore allo stesso Forza Motorsport, il che è naturalmente tutto dire. Voto Finale: 8