Probabilmente hai già sentito parlare di Android Things, un sistema operativo focalizzato sull’Internet delle Cose. Ma di cosa si stiamo parlando realmente?

Presentato nel corso del 2015 con il nome di Project Brillo, questo si è evoluto per diversi anni grazie all’instancabile lavoro degli sviluppatori. Qualche mese fa è stato finalmente annunciata la versione 1.0, offrendo un orizzonte di aspettative a dir poco interessanti.

Android Things e l’Internet delle Cose

Android Things è un sistema operativo pensato appositamente per la gestione di elettrodomestici smart e per la loro interazione con smartphone e tablet Android.

I dispositivi che sfrutteranno questo sistema saranno aggiornati direttamente da Google: ciò dovrebbe comportare che gli utenti riceveranno un aggiornamento di sicurezza ogni mese. Proprio questo rapporto così diretto con il colosso di Mountain View, consentirà di avere device sempre aggiornati e protetti.

Oltre a essere un sistema operativo particolarmente personalizzabile, Android Things verrà eseguito in background, con un impatto pressoché nullo sulle prestazioni del dispositivo usato. Proprio grazie a ciò, potrà anche essere usato su dispositivi poco potenti e con hardware essenziale.

Quali saranno i vantaggi?

Quali saranno i vantaggi pratici per chi scegliere di utilizzare Android Things? Anche se questo sistema operativo al momento sembra essere un valore aggiunto solo per gli sviluppatori (si stima che ne riduca il carico di lavoro del 90%), le previsioni future parlano anche di ottimi benefici anche per l’utenza finale.

Come già accennato, il fattore aggiornamenti e sicurezza sarà sicuramente molto importante: con update regolari, sarà difficile per gli hacker rubarti informazioni personali o comunque attaccare i tuoi dispositivi.

Android Things dovrebbe anche tendere a uniformare i diversi elettrodomestici o comunque oggetti smart della tua casa, facilitandone l’utilizzo e standardizzandolo.

Tale sistema operativo offrirà anche supporto per l’attuale piattaforma indipendente Weave. Il supporto, in tal senso, accomunerà aziende come Samsung e Philips che già attualmente dispongono di dispositivi che funzionano su Weave.

Naturalmente poi, sarà tutta da scoprire l’interazione con Google Assistant: sotto questo punto di vista, avremo probabilmente delle grandi sorprese!

Quando sarà disponibile?

Nonostante l’annuncio della versione 1.0 sia datato maggio, esistono ancora diversi problemi da risolvere per gli sviluppatori.

Secondo una stima piuttosto attendibile, è possibile prevedere che i primi dispositivi con Android Things saranno disponibili nel corso dei primi mesi del 2019.