Il tribunale degli Stati Uniti che ha seguito la questione ha deciso che la Apple è colpevole di aver violato i brevetti di questi incredibili inventori della University of Wisconsin e dovrà pagare circa 234 milioni di dollari.

La Apple condannata a pagare 234 milioni di dollari per la violazione dei brevettiapple iphone 6

L’azienda, infatti, avrebbe usato delle avanzate tecnologie per correggere errori di processori di Apple quali A7, A8 e A8X di iPhone e iPad. Da Cupertino non arrivano dichiarazioni, e gli accusati presenti in aula non si sono saputi difendere e hanno risposto soltanto che tali brevetti non risultassero essere validi.

L’idea, in ogni caso, non nasce assolutamente da Apple e ci tiene a ribadirlo a gran voce Carl Gulbrandsen, direttore generale della organizzazione no-profit “Wisconsin Alumni Research Foundation”, che da sempre ha portato avanti i progetti degli alunni e dei ricercatori, orgoglio dell’università e pubblicamente riconosciuti.

In realtà Gulbrandsen e gli altri collaboratori vorrebbero un aumento della condanna, la cui posta si aspettavano superasse per certo i 400 milioni di dollari, e sostengono di avere altri assi nella manica, poiché Apple li avrebbe danneggiati anche attraverso altri elementi. I direttori della rinomata università avevano chiesto al giudice una multa pari o superiore a 2,74 dollari per dispositivo venduto. La Apple, invece, si è mostrata molto contrariata è a sostenuto di voler pagare solo 7 centesimi di dollaro per iPhone e iPad venduto, posizione che è stata incredibilmente accolta dalla corte.

I brevetti di cui si parla sono quelli di alcuni chip sperimentati da ricercatori della University of Wisconsin quali Andreas Moshovos, Scott Breach, Terani Vijaykumar, e Gurindar Sohi. Questi scienziati avrebbero investito denaro e addirittura undici anni del loro tempo di lavoro per la realizzazione di questo progetto, che si profilava man mano come la risoluzione dei problemi e dei piccoli bug di turno presenti su computer e smartphone di ultima generazione. I brevetti erano stati riconosciuti già nel lontano 1998 e avevano migliorato la performance dei microprocessori.

La Apple è ostinata a fare ricorso e si mobiliterà nei prossimi mesi per ottenere nuovamente il possesso dei chip e naturalmente di brevetti e di autorizzazioni di cui già godeva in passato.

Dopo gli scontri con il colosso Samsung si ritorna a parlare negativamente di Apple, mentre per quanto riguarda la University of Wisconsin non è la prima volta che abbia subito un furto e sia riuscita a vincere lo scontro: nel 2008, infatti, aveva ottenuto 110 milioni di dollari di risarcimento dalla Intel sul medesimo brevetto.