Apple propone l’abbassamento delle tasse per riportare i capitali Off-Shore negli USA.

Ieri in questo articolo vi parlavamo di una evasione fiscale di 74 miliardi di dollari da parte di Apple.

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Oggi Tim Cook si è presentato davanti al Congresso degli Stati Uniti difendo la propria società a spada tratta, definendola perfettamente in regola con le leggi e va anche al contrattacco proponendo l’abbassamento delle aliquote di tassazione che gravano sulle aziende, tutto al fine di riportare i capitali off-shore negli Stati Uniti.

Tim Cok ha dichiarato:

“Apple è campione nella difesa dei diritti umani. È un’azienda con principi e valori. E paga le tasse dovute, ogni singolo dollaro. Non solo ci atteniamo alla legge, ma ne rispettiamo lo spirito. Non usiamo espedienti fiscali e non accumuliamo soldi nelle isole dei Caraibi.”

Tali dichiarazioni sono state dichiarare al fine di difendere Apple dall’accusa di evasione di 74 milioni di dollari di cui è stata accusata negli scorsi giorni.

Le dichiarazioni di Apple, per quanto criticabili, hanno portato i senatori, fra cui John McCain, a mettere in dubbio il sistema fiscale americano, portando in primo piano la necessità di una riforma del sistema fiscale e del suometodo di applicazione.

Durante il “processo” Tim Cook ha dichiarato che Apple non riporterà negli USA i capitali finché l’aliquota d’imposta rimarrà fissa al 35%, sostenendo che:

“Non sto proponendo un tasso pari a zero, ma chiedo una percentuale ragionevole per riportare indietro i soldi.”

A difesa di Apple si è schierato anche il governo islandese che dichiara, attraverso suoi portavoce, che il loro regime fiscale è legale e perfettamente funzionante.

Quindi non resta che modificare il sistema d’imposte statunitense per veder tornare in patria i capitali esportati.

 

Riflessione personale: i paesi esteri abbassano le aliquote per attirare i capitali l’Italia le alza al fine di spremere fino al midollo ogni singola impresa….riflettiamo.