Durante gli ultimi tempi, sempre più numerosi sono i produttori di smartphone che hanno deciso di includere nei propri dispositivi la navigazione basata sulle gesture, che permettono di effettuare velocemente delle operazioni. Il risultato, in molti casi, non è dei migliori e le differenze radicali tra le gesture proposte dai differenti produttori rende più complesso il passaggio da un device a un altro. Pensiamo che sia arrivata l’ora di dare vita a dei gesti simili per un po’ tutti i device.

I produttori, per il momento, decidono spesso di inserire nei device venduti delle gesture proprie: in questo articolo andremo a scoprire le scelte delle principali società.

Le prime gesture

Le gesture sono state introdotte per la prima volta da Palm, società che nel 2011, dopo essere stata acquistata da HP, è stata chiusa. Palm Pre, lo smartphone su cui girava webOS, nel 2009, è stato il primo device ad abbracciare la navigazione mediante gesti, ovviamente un abbozzo di quella che siamo abituati a vedere oggi.

L'immagine di palm Pre
Lo smartphone Palm Pre (2009).

L’azienda ha replicato l’esperimento anche in altri smartphone che, dato il loro scarso successo, non sono rimasti nella storia. Ci sono voluti ben 9 anni e i progettisti Apple prima di poter riscoprire questa utilissima funzione. Palm può comunque essere considerato il primo marchio a proporre la navigazione con gesture negli smartphone ed è quindi doveroso iniziare con questa precisazione.

Google

Partiamo proprio da Google, che ha costretto i propri utenti ad aspettare il 2018 per offrire loro la possibilità di accedere ad alcune funzionalità mediante l’ausilio di semplici gesti. L’obiettivo principale delle gesture, nei dispositivi touchscreen, è la rimozione dei pulsanti che non fanno altro che occupare spazio nel display. In un certo senso, le gesture potrebbero tendenzialmente sostituire definitivamente i classici pulsanti.

Un esempio delle gesture di Android
Le gesture di navigazione Google.

Purtroppo, la funzione dedicata alle gesture introdotta con Android Pie non riesce a soddisfare questa esigenza e richiederebbe ancora alcune rivisitazioni: esiste una gesture per effettuare un’azione ma nessuna per tornare indietro, esse appaiono molto confuse e mancano ancora dei gesti riservati ad altri strumenti. Le parti laterali del display non permettono di eseguire nessuna azione: perché non sfruttare anche questi spazi?

La qualità non proprio altissima di questa funzione ha spinto un po’ tutti i produttori di smartphone a proporre delle soluzioni che, come vedremo, sembrerebbero funzionare meglio. Non ci resta che attendere Android Q e scoprire se Google abbia deciso di correggere questi problemi. Noi, in un articolo dedicato alle novità che ci piacerebbe vedere nella nuova versione dell’OS, avevamo suggerito anche questa modifica.

Apple

Apple è stata la prima società a reintrodurre i gesti nei propri dispositivi. Gli smartphone interessati da questa funzione sono: iPhone X, XS, XS Max e XR. Molti, tra cui anche Google, hanno tentato di eguagliare l’innovativa navigazione basata sui gesti che Apple ha deciso di reinventare ma i risultati non sono riusciti neanche a sfiorare i livelli dell’azienda di Cupertino.

Gesture iOS
Le gesture dei dispositivi iOS.

Possiamo dire che Apple sia riuscita a partorire la migliore soluzione per la navigazione fondata sulle gesture. Fluidi, completi, precisi e utili: i gesti disponibili nei modelli di iPhone sopracitati sono molto apprezzati da quasi tutti gli utenti. Ogni azione, infatti, può anche essere annullata dopo la partenza e questo ci fa capire quanto l’effettiva qualità sia alta.

Esiste ancora un difetto: il gesto che permette di ritornare nella posizione precedente, reso più scomodo dal fatto che sia sfruttabile solo da sinistra e non da destra, non funziona in tutte le applicazioni, richiedendo ancora la presenza di almeno un tasto. Questo, ovviamente, non è un problema che potrebbe causare l’abbassamento della qualità dello strumento.

Samsung

Samsung è arrivata con un ritardo abbastanza importante: i device della società sono stati “arricchiti” dalla navigazione con gesture ben 1 anno e mezzo dopo rispetto ad Apple. Dato le tempistiche, Samsung avrebbe dovuto offrire ai propri clienti una qualità molto alta. Purtroppo, il risultato non è assolutamente dei migliori.

Un device Samsung
Samsung: uno smartphone della società.

Samsung ha deciso di inserire gesti esclusivamente dal basso verso l’alto: 3 gesture poste a una distanza limitatissima tra di loro rende il tutto molto caotico. I gesti, inoltre, sono privi di animazioni. Questo causa l’aumento della meccanicità, diminuisce la loro fluidità e annulla totalmente la possibilità di non completare un’azione dopo la partenza.

L’esperimento di Samsung, insomma, è un vero e proprio disastro. Risolvibile? Siamo certi che la società potrebbe salvare il progetto apportando le giuste modifiche.

Huawei

Ottimo, invece, è il lavoro di Huawei: l’azienda è riuscita a proporre la migliore navigazione basata sui gesti per Android. Le gesture sono intuitive: swipe dal basso verso l’alto per tornare nella pagina principale e dal basso fino a metà display per vedere le ultime applicazioni utilizzate. Questo strumento funziona in tutte le applicazioni: il principale difetto che persiste nelle gesture per iOS è quindi stato risolto da Huawei.

Le gesture disponibili nei device Huawei
Ecco le gesture Huawei.

Le animazioni, purtroppo, non sono molto fluide e davvero poco curate. Questo difetto può tranquillamente essere posto in secondo piano.

OnePlus

Fluidità: è questa la principale caratteristica delle gesture di navigazione proposte da OnePlus. Le gesture della società sono abbastanza rapide e intuitive. Purtroppo, dato le dimensioni degli ultimi top di gamma dell’azienda, è stato deciso di rimuovere quelli che sfruttavano le parti laterali. Tutti i gesti, di conseguenza, partono dal basso o dall’alto del display e, anche in questo caso, il risultato è leggermente caotico.

La foto di uno degli ultimi prodotti di OnePlus
Uno smartphone OnePlus.

LG

LG non ha ancora proposto una navigazione basata sulle gesture. Troviamo abbastanza strano che una società così concorrenziale e partecipe nelle varie gare tecnologiche non abbia ancora proposto una soluzione.

lg

Cosa vorremmo nel futuro?

Le gesture di navigazione compongono sicuramente uno strumento molto interessante ma siamo ancora lontani da ottenere qualcosa di perfetto. I produttori di smartphone, per proporre una soluzione migliore, dovrebbero unire le forze per generare un risultato universale e completo. Le caratteristiche che a parer nostro non possono mancare?

  • Animazioni fluide;
  • Utilizzo di tutto il display (anche delle parti laterali);
  • Gesti intuitivi e uguali in tutti i dispositivi;
  • Gesture che tengano conto della flessibilità delle dita umane.
Una gesture
Ecco un esempio di navigazione con i gesti.

Quasi certamente, questa rimarrà solo un’ipotesi e tutti i produttori continueranno a lavorare da soli per correggere i propri errori. Anche questa seconda ipotesi, pur non essendo interessante come la prima, potrebbe essere accettabile.

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