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Recensione Nintendo Switch

Recensione Nintendo Switch

di Vittorio Tiso18 marzo 2017

Recensione Nintendo Switch: la recensione della nuova console di casa Nintendo. Scopriamo tutti i segreti della console di Mario e Zelda nella nostra recensione di Nintendo Switch

La Nintendo ci ha da sempre abituati a delle clamorose novità nell’ambito delle console di ultima generazione, spesso cercando di invadere – se non addirittura di creare – nuove nicchie di mercato e di videogiocatori. Da questo punto di vista, l’ultimo nato in casa Nintendo promette di fare scintille, andando incontro ad un successo anticipato che per molti fa già parte della storia dell’intrattenimento videoludico.

Parliamo ovviamente del Nintendo Switch, console di cui abbiamo fatto recentemente il video unboxing. Nintendo Switch è una console portatile che sdogana la categoria dei videogiochi palmari, e che di fatto sembra una vera e propria versione potenziata di uno smartphone. Nonostante questo, però, c’è anche chi nutre dei seri dubbi sull’utilità di questa console, mettendo in discussione le logiche commerciali che la Nintendo ha scelto di seguire progettando questo nuovo dispositivo.

Prima di cominciare: PRO e CONTRO

Prima di vedere la nostra accurata recensione del Nintendo Switch, potrebbe esservi utile partire da uno spaccato generico per quanto riguarda i PRO ed i CONTRO di questo device. Innanzitutto, le cose positive: lo Switch possiede un design ibrido unico nel suo genere, include due controller, ed ha uno schermo luminoso e davvero definito e colorato. I difetti che abbiamo riscontrato? I pad e la collocazione dei tasti che non ci sono sembrati particolarmente confortevoli, ed il prezzo di lancio non è poi così basso.

Inoltre, da sottolineare che in fase di test i due controller Joy-Con della Nintendo Switch hanno sofferto di diversi problemi di connettività, soprattutto nel caso di quello sinistro: le segnalazioni sono state decisive e la stessa Nintendo ha recentemente dichiarato di essere in procinto di risolvere l’intoppo. Parliamo comunque di un problema che potrebbe far storcere il naso a molti, e che sinceramente non mette in buona luce un lancio di una console forse troppo repentino, in quanto non testata a sufficienza.

Nintendo Switch: cominciamo a conoscerla

recensione nintendo switch - zelda

Dopo aver inaugurato il lancio di diverse console di ultima generazione, la Nintendo ha deciso di provare nuove idee strane ed innovative: la Nintendo Switch è ovviamente l’ultimo esempio di questa strategia contro-tendenza. Dopo la Wii ed il 3DS, dunque, ci troviamo nuovamente di fronte ad un gioiello grezzo mai visto prima d’ora, che richiede di conseguenza un approccio fuori dagli schemi ed una mente aperta alle novità: valutare questa console così come si valuterebbe una nuova Playstation, non avrebbe ovviamente alcun senso.

La Nintendo Switch sembra dunque una console ma anche un tablet, cosa che teoricamente dovrebbe consentire a chi l’acquista di utilizzarla anche per scopi di navigazione: in realtà la Switch è – almeno in questo momento – semplicemente una console. Il motivo? Non è ancora stato inserito un browser, il che ovviamente impedisce di navigare liberamente su Internet. L’accesso ai social network, poi, è assicurato solo tramite una app interna che impedisce di navigare qualsiasi altro sito: Nintendo, comunque, ha già dichiarato che in futuro considererà la possibilità di lanciare un browser proprietario per la Nintendo Switch. In attesa di quel momento, è del tutto inutile giudicarla per quello che attualmente ancora non è.

Fatta questa doverosa premessa, la portabilità della Nintendo Switch è una caratteristica davvero molto interessante: le sue caratteristiche tecniche, infatti, assicurano una qualità che fino a questo momento difficilmente poteva essere trovata nelle console portatili di vecchia generazione. Per la maggior parte delle sue caratteristiche, la Switch mantiene fede alle sue premesse: è un dispositivo solido, funzionale come una console casalinga ma ottimale anche quando uscite di casa. Ovviamente non si tratta di un dispositivo perfetto, per via della presenza di un paio di difetti che rischiano di non renderla quel gioiello che invece sembrava dai primi rumors: già detto dei problemi riguardanti i Joy-Con, la Nintendo Switch non sembra in effetti né carne né pesce. Forse sarebbe stato meglio concentrarsi unicamente sull’aspetto di console, e non sulle caratteristiche dei tablet.

La Nintendo Switch è già disponibile dal 3 marzo 2017: il prezzo si aggira intorno ai 320 euro, a seconda dei canali di acquisto.

Nintendo Switch: design e dotazione

recensione nintendo switch - contenuto confezione

La Nintendo Switch può essere utilizzata in tre forme: come console domestica, come tablet e come console portatile. Il design è unico nel suo genere: all’interno della confezione troverete il corpo principale (somigliante ad un vero e proprio tablet) ed i due Joy-Con da poter collegare ai lati. Inoltre, i due controller potranno essere collegati alla console tramite un cavo: in questo caso, quello che normalmente appare come un controller unico, se separato dal corpo centrale diventa a tutti gli effetti un doppio controller da utilizzare in due persone. Inoltre, troverete anche una base che potrà ospitare la Switch permettendovi di collegarla ad un televisore, così da trasformarla in una vera e propria console domestica. All’interno del box troverete anche un cavo USB-C ed un cavo HDMI per rendere la vostra esperienza di gioco casalingo ancora più coinvolgente.

Volendo tirare un po’ le somme sul design, una cosa appare chiara: molti di voi verranno attirati soprattutto da questi accessori, che trasformano la Nintendo Switch in una console estremamente poliedrica, in grado di essere utilizzata in qualsiasi circostanza. Da questo punto di vista, non sbagliate: ci troviamo di fronte ad un dispositivo unico nel suo genere, che trova nel set di accessori in dotazione uno dei suoi maggiori punti di forza.

Nintendo Switch: la modalità Handheld (o palmare)

Una recensione obiettiva della Nintendo Switch non potrebbe non partire dall’analisi della modalità Handheld (palmare), ovvero dall’utilizzo del dispositivo come console portatile. In questo caso dovrete collegare i due mini-joypad ai due lati della console, così da ottenere una console portatile decisamente più grande del normale, molto simile alla Playstation Vita: questo potrebbe inizialmente richiedere del tempo per abituarvi, ma si tratta di un fattore che riguarda spesso qualsiasi nuova concezione di joypad. La somiglianza con la Playstation Vita è dovuta soprattutto alla presenza dei due stick analogici.

Da sottolineare poi la presenza dello slot per inserire le cartucce dei giochi, il jack per le cuffie (senza la possibilità di sfruttare le cuffie bluetooth) ed i pulsanti per regolare il volume e per accendere e spegnere il dispositivo, tutti collocati sulla parte superiore del Nintendo Switch. Sulla parte inferiore, invece, troverete semplicemente il cavalletto per l’utilizzo casalingo in modalità tavolo ed uno slot per micro-SD che vi permetterà di espandere la memoria interna della console, altrimenti limitata a 32 GB: nel caso voleste scaricare i giochi, dunque, dovrete necessariamente ricorrere alla memoria esterna.

Per quanto concerne le caratteristiche dei Joy-Con, qui troverete tantissime cose. Oltre ai classici pulsanti A, B, X e Y (immortali, dai tempi del Super Nintendo) troverete anche uno stick analogico e due tasti dorsali. C’è anche un piccolo pulsante che agisce come il classico start della Nintendo Wii, e che potrete utilizzare anche per andare sul menu del sistema operativo della console, proprio come fareste sulla Playstation e sulla Xbox. Il Joy-Con sinistro è identico, ma ribaltato rispetto a quello destro, e può essere utilizzato in questa modalità per catturare screenshot, per selezionare le voci del menu, e per altre operazioni di genere. Da sottolineare l’assenza del D-Pad, il che appare abbastanza curioso: in ogni caso, l’assenza del D-Pad rende identici i due lati del controller, e permette di utilizzarli anche come controller separati.

Nintendo Switch: la modalità domestica

Come già accennato in precedenza, la Nintendo Switch può essere collegata al dock in dotazione e dunque al televisore, consentendovi di utilizzarla come una vera e propria console casalinga. Da questo punto di vista, la modalità domestica della console prevede la separazione dei due Joy-Con dal corpo principale, che invece andrà sistemato all’interno della base apposita, così da poterlo collegare sia alla TV che agli stessi joypad. Il primo fattore da considerare è la modalità di trasmissione del video dalla console alla TV, che avviene in tempo reale e che non presenta alcun rallentamento o buffer di sorta: dunque l’esperienza di gioco si rivela davvero soddisfacente. Da sottolineare solo una certa laboriosità nel convertire la console dalla modalità palmare a quella domestica, che potrebbe farvi perdere un po’ di tempo. Infine, il dock della Nintendo Switch possiede due porte USB che possono essere utilizzate per ricaricare i joypad quando non utilizzati in modalità wireless.

Nintendo Switch: la modalità da tavolo

La terza e ultima modalità di utilizzo della Nintendo Switch è la modalità da tavolo, resa possibile dalla presenza di un cavalletto sul retro del corpo centrale, che può essere aperto per appoggiare la Switch su una superficie piana. L’utilizzo di questa modalità prevede anche la rimozione dei due Joy-Con dal corpo centrale, che può essere utilizzato come un vero e proprio tablet. Purtroppo, come già accennato in precedenza, questa modalità non è esattamente comoda: non potendo navigare sul web, si rivela spesso inefficace e noiosa, dunque non aggiunge niente di utile alla console.

Nintendo Switch: la fase di set-up

Il set-up della console Nintendo Switch è davvero semplice, fatta eccezione per le operazioni di montaggio e smontaggio per trasformarlo da Handheld a console domestica. Se state utilizzando il dispositivo in modalità palmare vi basterà semplicemente collegare i due Joy-Con ai lati e cominciare a giocare dopo aver premuto il pulsante di accensione. Nel caso invece voleste giocare in modalità domestica, dovrete separare i due joypad dal corpo centrale tramite un doppio pulsante di sganciamento, posizionare la console sul dock apposito, collegare i cavi HDMI e l’alimentazione USB-C al televisore e cominciare a giocare. Inoltre, dovrete anche cambiare la modalità di utilizzo dei due controller, così da comunicare alla console che li state utilizzando separatamente dalla parte centrale, dunque in modalità domestica: potrete comunque farlo utilizzando i pulsanti posti sul dorso dei Joy-Con.

Da un punto di vista del software, la console vi chiederà di inserire i dati per il collegamento Wi-Fi e ovviamente i dati del vostro account utente, per impostare tutta una serie di opzioni di personalizzazione. Potrete farlo utilizzando il touch-screen oppure il controller, ma nell’ultimo caso le operazioni sono abbastanza frustranti considerando le loro dimensioni particolarmente ridotte. Per quanto concerne i giochi, qui avete due possibilità: potrete inserire le cartucce dei videogame che avete acquistato, oppure avviare i giochi che avete deciso di salvare sulla memoria interna o sulla scheda micro-SD che avete collegato alla Nintendo Switch per espanderne la memoria. In altre parole, nulla di trascendentale o di particolarmente complicato.

Nintendo Switch: conclusioni e pareri

In molte recensioni troverete scritto che si tratta semplicemente di una novità alla quale abituarsi, ma dalle nostre prove della Nintendo Switch non è che siano emerse impressioni particolarmente positive: come già accennato all’inizio dell’articolo, forse la Nintendo ha fatto il passo più lungo della gamba, creando una console buona ed innovativa ma non eccezionale, che sembra aver puntato troppo in alto per rimanere – di fatto – una eterna incompiuta. Nello specifico, i Joy-Con non sono esattamente il top della comodità: sono piccoli e difficili da gestire, sia in modalità Handheld che in modalità domestica. Inoltre, non sempre rispondono bene (soprattutto quello sinistro) e sono particolarmente scomodi nella modalità palmare (in questo caso, il destro in particolar modo). Problema che può essere parzialmente aggirato acquistando il Nintendo Switch: Pro Controller a ben 70 euro.

L’unica nota realmente positiva dei Joy-Con è il materiale di costruzione, gommato ed in grado di assicurare un ottimo grip anche in presenza di sudore. Anche il design è molto accattivante, colorato e simpatico. Purtroppo i tasti non sono eccezionali, soprattutto per quanto concerne il D-Pad, che in questo caso è impersonato da 4 tasti normali che non assicurano un particolare grado di comfort.

In compenso, la scelta di abbandonare un D-Pad in favore di un controller sdoppiabile, va ovviamente a vantaggio del multiplayer: da questo punto di vista, nulla da recriminare. La versatilità e la portabilità della Nintendo Switch ne fanno una opzione particolarmente accattivante per chi ama questa modalità di gioco, e per chi vorrebbe usufruirne anche lontano da casa: di fatto, il vero punto forte dell’ultima console di casa Nintendo è proprio il fatto di somigliare ad una sorta di kit pronto-uso per gli amanti del multiplayer. Difficilmente, infatti, chi ama questo sistema si ritroverà deluso dall’acquisto della Nintendo Switch. Ci sono poi da considerare due personaggi della storia del videogame: Mario e Zelda, due esclusive che da sole potrebbero valere l’acquisto di Swtich.

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Riguardo al nostro autore
Vittorio Tiso
Il fondatore di OutOfBit. Perito informatico, Dottore in Economia e Commercio, lavoro nel settore finanziario presso una famosa multinazionale. Dedico il mio tempo libero a tecnologia e sport.