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Jonathan Ive: 10 cose che non sapevi sul mago del design di Apple

Jonathan Ive: 10 cose che non sapevi sul mago del design di Apple

di Vittorio Tiso1 dicembre 2016
Jonathan Ive è una delle persone che ha aiutato a rendere Apple l'azienda che oggi tutti noi conosciamo. Ma chi è Jonathan Ive? Ecco 10 cose che non sapevi su Jonathan Ive e che ci aiuteranno a scoprire meglio questo meraviglioso personaggio del mondo tecnologico e del design.

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Jonathan Ive è una delle persone che ha aiutato a rendere Apple l’azienda che oggi tutti noi conosciamo. Ma chi è Jonathan Ive? Ecco 10 cose che non sapevi su Jonathan Ive e che ci aiuteranno a scoprire meglio questo meraviglioso personaggio del mondo tecnologico e che ha aiutato a rivoluzionare il design per come lo conosciamo oggi.

Torna la Rubrica OutOfBit Racconta, una serie di Editoriali in cui ci dilettiamo a narrare fatti particolari, eventi e curiosità relativi al mondo della tecnologia e dell’universo di personaggi ed eventi che ruota attorno ad essa.


Jony Ive, anzi Sir Jonathan Ive. Ive è stato nominato baronetto nel corso del 2012 durante una cerimonia a Buckingham Palace, il tutto grazie ai suoi risultati ottenuti nel campo del design e dell’innovazione. Il designer inglese è una delle menti illuminate che hanno aiutato a rendere Apple la società più ricca del mondo ed un’icona di stile. Merito e creazione di Ive sono i design dei prodotti più famosi di Apple fra cui rientrano iMac, iPod, iPhone e iPad. Andiamo a scoprire alcune curiosità su questo personaggio fuori dagli schemi.

Jonathan Ive ha reso grande Apple, insieme a Jobs, grazie al design di prodotti unici e che hanno fatto la storia. Scopriamo meglio questo designer attraverso 10 cose che non sapevi su Jonathan Ive

  1. È spostato con la sua compagna del liceo

    Ha conosciuto Heather Pegg sui banchi di scuola ed hanno due gemelli. Ive è nato il 27 febbraio del 1967 a Chingford, cittadina a nord di Londra. Il padre era un insegnante di disegno e tecnologia alle scuole superiori e la madre insegnante di religione, i nonni invece erano operai. Durante il suo percorso di studi passa al Politecnico di Newscastle dove avverrà il primo commovente incontro con il suo Mac di cui dice: “Avevo molto rispetto per chi aveva costruito quell’oggetto”. Nonostante la dislessia riesce a laurearsi in arte e design nel 1998 e successivamente entra a far parte, come socio, dell’agenzia di design di Londra “Tangerine”. Ha la cittadinanza americana dall’anno 2002 ma, nonostante ciò, non ha rinunciato al proprio passaporto inglese.

  2. Il suo primo progetto per una compagnia famosa? Un water

    Durante la sua permanenza alla Tangerine ha progettato diversi prodotti per l’Ideal Standard, fra cui un lavandino, un water ed una vasca da bagno, oltre a questi ha disegnato un primo concept per il tablet Macintosh Folio. Il primo giudizio generale su Ive fu negativo a causa del suo approccio troppo fantasioso nel ridisegnare oggetti di uso comune.

  3. In Apple ma con la lettera delle dimissioni sempre in tasca

    JonathanIve ha iniziato a lavorare con Apple in veste di consulente ed era coinvolto nei progetti per la realizzazione delle prime versioni dei Power Book. Successivamente alla prima collaborazione venne assunto in maniera definitiva nel reparto di design industriale della casa di Cupertino nel 1992. Dopo un periodo iniziale di ben 5 anni aveva perso l’entusiasmo e lavorare portando costantemente la lettera delle dimissioni in tasca. Solo col ritorno in azienda di Steve Jobs inizia l’ascesa di Ive in Apple. A questo grandissimo designer si devono la scelta del colore bianco e la creazione di tutti i prodotti di casa Apple. Ive ha, di fatto, creato lo stile di un miliardo e mezzo di prodotti venduti fra cui:iMac, iPod, MacBook, iPad e, ovviamente, iPhone.

  4. Jobs e l’ossessione per i dettagli

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    Jonathan Ive e Steve Jobs erano accomunati dell’estrema ossessione per i dettagli dei propri prodotti. I due parlavano per ore sull’importanza degli spigoli arrotondati dei device e degli oggetti più vari. Il loro legame si era assimilabile alla connessione fra maestro e discepolo con l’intrisione di una forte amicizia. Lo stesso Jobs vedeva in Ive il suo vero partner spirituale. Il designer, oltre naturalmente alla moglie, era una delle poche persone a cui era permesso frequentare casa Jobs a Palo Alto durane gli ultimi mesi di vita di Steve ed era presente al suo capezzale quando vi si spense il 5 ottobre del 2011.

  5. Auto di lusso ma con l’autista

    Da amante del design in ogni sua forma Ive vanta una grande passione per le auto di lusso. Oltre ad un jet Gulfstream GV da 20 posti che apparteneva a Jobs, possiede fra le altre una Bentley Mulsanne che usa per andare a lavoro accompagnato da un autista. La sua passione per i motori però va ben oltre al puro e semplice design, partecipa assiduamente anche alla competizione di auto storiche Goodwood Festival of Speed che si tiene in Inghilterra sul circuito di Goodwood.

  6. Immobili e ville

    Ive vive con la sua famiglia nel quartiere vip Pacific Heights di in una villa d’epoca completamente ristrutturata dall’architetto Norman Foster, lo stesso che si sta occupando della nuova sede di Apple in costruzione a Cupertino. Ha acquistato nel 2007 e rivenduto nel 2011 una proprietà d’poca comprensiva di piscina, parco e lago nel Somerset. Per le vacanze ed il relax Ive può recarsi nella sua villa nell’isola di Kauai alle Hawaii.

  7. Amicizie importanti

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    Jonathan Ive vanta numerosi vip nella sua cerca di amicizie, fra gli altri troviamo: Chris Martin dei Coldplay, l’attore e scrittore inglese Stephen Fry, Bono degli U2, il dj inglese John Digweed, i membri dei Massive Attack, lo stilista Paul Smith e il violoncellista Yo-Yo Ma. Ive è un grande appassionato della musica techno.

  8. Le poche apparizioni in pubblico

    Ive è una persona timida e molto riservata, odia apparire in pubblico e  se controllate la pagina dei profili esecutivi di Apple è l’unico a non sorridere. Fra i massimi manager e dirigenti di Apple è l’unico dispensato dal presenziare ad eventi, convention e, incredibilmente anche, dalle presentazioni dei prodotti. Nonostante la timidezza ha però voluto raccontare, prestando la sua voce, la nascita e la creazione dell’Apple Watch.

  9. L’ossessione per il cambiamento

    L’inglese ama qualsiasi cosa bella e costosa, basti pensare che al polso porta un orologio Jaeger-LeCoultre e che usa una valigetta Valextra come portadocumenti. Ive odia ogni imperfezione tanto che durante la progettazione della nuova sede di Apple ha combattuto e convinto la Mitsubishi a riprogettare a capo, al fine di semplificare, tutti i pannelli di controllo degli ascensori.

  10. L’ufficio con la regina

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    In Apple Ive è l’unica persona ad avere un ufficio privato di 12 metri quadri collegato direttamente al laboratorio segretissimo del suo team di sviluppo del design, composto da ben 19 membri, tramite un vetro trasparente. Ovviamente all’interno dell’ufficio lo stile di Ive ha trovato massima applicazione: la scrivania è stata realizzata in numero limitato da Marc Newson (ora designer Apple) per l”associazione benefica RED, sulle pareti trovano posto il poster motivazionale più amato nella Silicon Valley riportante la scritta ”Believe in your fucking self. Stay up all fucking night..Think about all the fucking possibilities”  ed un quadro di Bansky raffigurante la regina d’Inghilterra con la faccia da scimpanzé. Sul pavimento si trova invece una palla da rugby.
    Ive lavora di media 12 ore al giorno e per la prima volta nella sua vita ha chiesto nel 2015 tre settimane di vacanze.

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Riguardo al nostro autore
Vittorio Tiso
Il fondatore di OutOfBit. Perito informatico, Dottore in Economia e Commercio, lavoro nel settore finanziario presso una famosa multinazionale. Dedico il mio tempo libero a tecnologia e sport.