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Guerra di brevetti tra Apple e Samsung: nuove richieste

Guerra di brevetti tra Apple e Samsung: nuove richieste

di Elisa Ceccarelli27 dicembre 2015

La guerra di brevetti tra Apple e Samsung è stato un conflitto legale sul quale si potrebbero scrivere interi libri e che in parte ha coinvolto anche i fans delle rispettive fazioni, chi difendendo la Samsung e chi spingendo la Apple anche sulla base della vittoria nella bagarre tra le due principali corporation produttrici di smartphone sul mercato occidentale. Sembrava conclusa la vicenda con il risarcimento danni proposto dal giudice ai danni dell’azienda asiatica, ma la notizia ha un nuovo risvolto che sembra riaprire i giochi tra le due corporation. Andiamo a scoprire le novità sulla guerra di brevetti tra Apple e Samsung.

Guerra di brevetti Apple Samsung


Guerra di brevetti tra Apple e Samsung: ecco le ultime richieste di Apple

La causa tra Apple e Samsung sembra essere destinata a durare praticamente in eterno e non si è conclusa con il risarcimento danni di 580 milioni di Euro da parte di Samsung nei confronti dell’azienda di Cupertino. L’azienda dal logo della mela morsicata, infatti, non ha ritenuto sufficienti i 580 milioni ottenuti e vuole ulteriori 180 milioni di dollari. In particolar modo questa somma, secondo i legali dell’azienda di Cupertino non sarebbe adeguata per cinque device venduti da Samsung nonostante la sentenza del 2012 avesse condannato la corporation di Cupertino.

Samsung non si arrende: e si rivolge alla Corte Suprema

Se Apple prolunga i termini della disputa legale, però, Samsung non è certamente da meno. L’azienda coreana, infatti, ha deciso di adire la Corte Suprema per vedere ribaltata la decisione presa dal Tribunale e non dover neppure pagare alla corporation di Cupertino la somma di 580 milioni di dollari (per non parlare, ovviamente, degli ulteriori 180 milioni richiesti da Apple).

Se queste sono le premesse, pertanto, la questione è tutt’altro che chiusa e avremo un 2016 ancora all’insegna delle udienze nelle aule dei tribunali americani: non ci resta che vedere quale delle due aziende avrà ragione.

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Elisa Ceccarelli