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Cina e videogiochi: un rapporto mai semplice…

Cina e videogiochi: un rapporto mai semplice…

di NicoPi25 aprile 2014

La censura cinese può nuocere all’industria dei videogiochi? La risposta potrebbe essere positiva, almeno a stimare quali potrebbero essere gli effetti delle cesoie delle autorità cinesi, che minano alla base l’opportunità delle compagnie straniere di poter mettere le mani su un mercato dalle grandissime potenzialità.

cina e videogiochi

Attualmente la Cina è il terzo mercato più importante del mondo per il settore dei videogiochi, con ricavi cresciuti di oltre un terzo nel solo 2012, a quasi 14 miliardi di dollari. Ad ogni modo, pirateria e leggi molto severe sembrano porre un freno all’esplosione del fatturato straniero, con le compagnie internazionali che, oltre tutto, devono fare i conti con la severa censura da parte delle autorità di Shanghai, che valutano tutti i prodotti videoludici prima che questi entrino in Cina.

Cina: il perchè della censura

L’obiettivo dell’autorità asiatica è chiaro: evitare che nel territorio nazionale possano entrare giochi e altri prodotti che possano nuocere all’unità nazionale, all’integrità del Paese o alla reputazione, o ancora elementi ludici che possano promuovere odio raziale, oscenità, scommesse, violenza, droghe. Ingredienti che sono pane quotidiano di molti videogiochi e che, pertanto, potrebbero addirittura influenzare le strategie di produzione degli sviluppatori.

Secondo quanto ricordavano diversi analisi di settore, insomma, gli sviluppatori di videogiochi sarebbero seriamente preoccupati dell’andamento delle vendite in Cina. Una preoccupazione che riguarda soprattutto le serie ritenute a maggior grado di rischio (come la serie Grand Theft Auto)… voi che ne pensate?

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Riguardo al nostro autore
NicoPi
Amministratore e co-fondatore del sito. Tecnico informatico presso una software house e studente di Ingegneria a Padova. Appassionato di grafica, fotografia, Photoshop, AfterEffect, ecc ecc